Salerno (Rina): “Costruire una nave a propulsione nucleare e farla navigare: è già possibile?”
Gli impianti di propulsione non saranno più di proprietà dell’armatore, ma un’azienda specializzata possiederà il reattore, venderà l’energia alla nave e ritirerà l’impianto quando non più necessario

Contributo a cura di Ing. Ugo Salerno *
* presidente Rina (pubblicato sul proprio profilo LinkedIn)
Costruire una nave a propulsione nucleare e farla navigare: è già possibile?
La propulsione low-carbon presenta due sfide: produrre energia e carburanti con minimo impatto ambientale, e creare una rete logistica che consenta alle navi di rifornirsi senza limitarne il raggio di azione.
Rinnovabili e combustibili alternativi però non bastano. Secondo l’International Energy Agency, se volessimo far viaggiare la flotta mondiale con combustibili low-carbon prodotti da energia rinnovabile, avremmo bisogno di 2.400 TW-h di energia che sono superiori ai 2.220 TW-h che tutte le fonti energetiche rinnovabili producono oggi.
Il nucleare ha un enorme potenziale. Installare piccoli reattori modulari a bordo permetterà navigazioni lunghe senza rifornimenti. Inoltre, sebbene più costosi dei motori tradizionali, hanno una vita utile fino a 50-60 anni. Possono essere utilizzati non solo come propulsione navale ma anche per fornire energia in aree vicine al mare. L’installazione galleggiante semplifica, ovviamente, il processo perchè non richiede analisi sismiche e geotecniche e offre anche l’opzione della mobilità degli impianti.
Questo cambierà anche il modello di business: gli impianti non saranno più di proprietà dell’armatore, ma un’azienda specializzata possiederà il reattore, venderà l’energia alla nave e ritirerà l’impianto quando non più necessario, trasferendolo altrove.
In Rina siamo al lavoro con diversi partner, e in particolare con Fincantieri e newcleo per uno studio di fattibilità per la propulsione navale nucleare, sfruttando la tecnologia dei piccoli reattori modulari raffreddati a piombo.
Per ottenere tutto ciò dobbiamo impegnarci molto di più nell’accettabilità sociale del nucleare, che impatta su questioni chiave come le procedure di autorizzazione e l’aggiornamento delle normative internazionali. Temi come sicurezza e scorie non vanno trattati con statement generici, ma spiegati con più chiarezza, specialmente alle nuove generazioni.
Ne ho parlato al convegno “Propulsione nucleare navale: progetti per il futuro”, organizzato presso la Camera dei Deputati.
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