D’Agostino: “Usanza barbara la spartizione politica dei vertici delle Adsp”
L’ex presidente del porto di Trieste e di Assoporti auspica che non si segua il modello genovese e ai presidenti di prossima nomina sia lasciata libertà sulla scelta dei segretari generali

La spartizione politica delle nomine di segretario generale e presidente di Autorità portuale “non ha nessun senso” ed è “un’usanza barbara che si vede solo sugli scali italiani”.
Con 14 Autorità di sistema portuale in attesa nelle prossime settimane dell’individuazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dei nuovi presidenti, lo ha sottolineato l’ex presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico orientale (Trieste e Monfalcone) e già presidente di Assoporti e di Espo (l’Associazione delle port authority europee), Zeno D’Agostino, partecipando a Trieste a un incontro sulle priorità per lo scalo giuliano, promosso da Confcommercio.
“Se c’è una cosa che in porto va fatta – ha puntualizzato – è che nel momento in cui si sceglie il presidente, questo deve essere libero di scegliersi il segretario generale. Io rimango basito, se non schifato, quando sui giornali leggo che il presidente lo sceglie l’uno e il segretario l’altro e rimango schifato perché i giornalisti non denunciano mai questa cosa, la prendono come qualcosa di normale. A Genova è la normalità” ha detto D’Agostino, che a curriculum vanta anche un’esperienza da segretario generale a Napoli, quando il presidente, Luciano Dassatti, fu scelto dall’allora ministro Altero Matteoli (quarto governo Berlusconi), d’intesa col presidente della Regione Antonio Bassolino, espressione di una giunta di centrosinistra (che aveva indicato D’Agostino, nel 2004, come presidente dell’agenzia regionale Logica).
“È una cosa che mi fa schifo che si possa pensare che nella gestione manageriale di un porto il presidente non sia libero di scegliersi il segretario generale. A me questo non è successo – ha aggiunto ancora D’Agostino, che a Trieste indicò prima Mario Sommariva e poi Vittorio Torbianelli come segretari generali – ho sempre avuto la libertà di scegliere e ne sono felice. Questa cosa è importantissima: è importante che ci sia una fiducia fortissima fra presidente e segretario e che si lascino liberi i presidenti di scegliere i segretari. Se qualcuno vuole fare il bene dei porti italiani, oltre a scegliere i presidenti, li lasci liberi di scegliere i segretari” ha concluso il manager, oggi presidente di Technital.
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