A Terminal Rinfuse Venezia rinnovata la concessione a Porto Marghera
La società si è impegnata a investire 53 milioni di euro per incrementare traffici e sviluppare il terminal: prevista una crescita di oltre 2.700 tonnellate

Il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale ha deliberato oggi all’unanimità il rilascio di una nuova concessione demaniale pluriennale e correlata autorizzazione all’esercizio di operazioni portuali (ai sensi degli artt. 16 e 18 della Legge 84/1994) al Terminal Rifuse Venezia S.p.A. del Gruppo Euroports.
La concessione rilasciata a Trv, che ha seguito l’iter previsto dal Regolamento per le Concessioni Demaniali Marittime dell’AdSP, che recepisce i criteri valutativi voluti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, spiega una nota dell’ente, riguarda un compendio demaniale di 278.500 metri quadri al Molo B del Porto Commerciale di Marghera comprensiva di aree, edifici e banchine e ha come oggetto lo svolgimento di operazioni di carico, scarico, trasbordo, deposito e movimentazione di merci alla rinfusa, tra cui prodotti agricoli, minerali, rinfuse siderurgiche, nonché tutte le operazioni connesse alla gestione di impresa portuale per conto terzi.
Per la concessione, della durata di 25 anni a decorrere da ottobre 2025, è previsto il pagamento di un canone annuo di 3milioni 163mila euro. Tale canone verrà integrato in riconoscimento dell’utilizzo in concessione demaniale degli impianti di rete e ferroviari che saranno oggetto di investimenti da parte della concessionaria, insistenti sui sedimi demaniali, e sarà determinato sulla base dei criteri tariffari e normativi vigenti. La società – che si impegnerà a provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni in concessione – prevede di raggiungere, al termine della concessione, un volume di traffico pari a 3.568.000 tonnellate e di investire complessivamente oltre 53milioni di euro con l’obiettivo di aumentare la capacità di stoccaggio, potenziare le infrastrutture ferroviarie e i sistemi di movimentazione delle merci, implementare le tecnologie per la riduzione dell’impatto ambientale, incrementare la digitalizzazione dei processi e la safety. Sul fronte dei traffici è prevista, infatti, una crescita fino a 2.744.000 tonnellate. In linea con la strategia di sviluppo dell’Authority, Trv ha, inoltre, previsto di incrementare l’uso della modalità ferroviaria con l’obiettivo di portare la quota di merci trasportate via treno al 30% del traffico totale.
Il presidente dell’Adsp Mas Fulvio Lino Di Blasio ha commentato così la decisione: “Siamo un porto in crescita, che attrae sempre più investimenti da operatori globali. Oggi facciamo un ulteriore salto in avanti nel percorso di sviluppo delle attività portuali, di valorizzazione degli asset demaniali, di supporto al mondo del lavoro e di mantenimento e creazione di una nuova Venezia, che compete e attrae anche sul piano delle attività economiche legate al porto e alla logistica. Siamo soddisfatti che Euroports, operatore portuale di rilievo internazionale presente in 10 paesi e che movimenta 70 milioni di tonnellate di merce all’anno nel mondo, continui a riconoscere la centralità del porto di Venezia e a investire sul proprio futuro proprio a Porto Marghera, portando occupazione, innovazione, digitalizzazione e tutela dell’ambiente, temi che giocheranno un ruolo sempre più centrale”.
L’ok al concessionario Terminal Rinfuse è arrivato dopo che il gruppo ravennate Setramar, risultato vincente nella comparazione condotta da AdSP, aveva rinunciato alla propria candidatura a subentrare nella gestione delle aree.
Nel corso della stessa seduta, il Comitato di Gestione ha deliberato l’approvazione di diverse altre concessioni. Tra queste anche la concessione fino a giugno 2032 a Sporting Club Marina di Chioggia Spa di aree demaniali nel porto di Chioggia al fine di consentire alla società la realizzazione di una barriera frangiflutti e il mantenimento dei beni demaniali attraverso lo sviluppo di un approdo turistico per imbarcazioni da diporto e attività connesse.
Il Comitato ha inoltre approvato la modifica della pianta organica per sviluppare il personale, valorizzare le competenze interne e aggiornare l’organigramma, al fine di rispondere meglio alle future esigenze dell’ente.
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