La Regione Puglia pagherà la formazione ai portuali della Taranto Port Workers
Stanziati 15 milioni di euro per l’organizzazione di corsi di riqualificazione dei lavoratori ex Tct

La Regione Puglia ha stanziato 15 milioni di euro per la formazione dei portuali iscritti alla Taranto Port Workers Agency, l’agenzia finanziata dalla Stato che ha riassorbito gli oltre 300 lavoratori licenziati nel 2016 dall’ex concessionario del terminal container Tct.
Da allora i portuali sono beneficiari di Ima – Indennità di mancato avviamento e, grazie all’ultima proroga decisa dal Governo a fine anno, lo saranno fino a tutto il 2026.
Nel frattempo potranno seguire i corsi finanziati ora dalla Regione e affidati ad Arpal (Agenzia Regionale Politiche Attive del Lavoro). Il provvedimento attua un protocollo sottoscritto un anno fa da Regione, Autorità di sistema portuale di Taranto e la notizia è stata diffusa dai sindacati. “Si tratta di un vero e proprio intervento di riqualificazione professionale, per un investimento che si aggira attorno ai 15 milioni di euro” ha detto Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della Cgil di Taranto che insieme al segretario della Filt Cgil jonica, Francesco Zotti, e Michele De Ponzio componente di segreteria con delega al porto, ha partecipato alla riunione del Comitato di Pilotaggio, convocata nella sede del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia.
“È un processo che auspicavamo da tempo – hanno evidenziato D’Arcangelo, Zotti e De Ponzio – considerato che l’approvazione del percorso e della presa in carico di Arpal (Agenzia Regionale Politiche Attive del Lavoro), oggi fornisce non solo a questi lavoratori, ma anche allo stesso porto di Taranto, uno scenario di prospettiva capace di essere appetibile anche per nuovi investimenti di rilancio delle attività portuali. Ed è questo un intervento di politiche attive del lavoro che sarà di grande impatto per la riqualificazione dei lavoratori. Un percorso in cui tutte le parti, a partire dal Comitato Sepac e tutte le strutture della Regione Puglia in tutte le sue articolazioni, hanno messo in campo impegno, dedizione e attenzione a un territorio che ha bisogno di emergere dalle proprie difficoltà”.
L’Arpal Puglia, infatti, coordinerà i percorsi di formazione, progettati per garantire l’aggiornamento delle competenze e il reinserimento nel mercato del lavoro. I corsi, della durata variabile tra 300 e 630 ore, includeranno stage aziendali e culmineranno con il rilascio di certificazioni valide a livello europeo. La finalità è fornire strumenti concreti per affrontare nuove sfide professionali e garantire un futuro lavorativo stabile.
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