Per The Italian Sea Group sono 5 le offerte pervenute entro i termini
Sanlorenzo riduce il suo interesse e punta solo sul cantiere di La Spezia

Si è chiusa la seconda fase del processo competitivo per individuare nuovi investitori di The Italian Sea Group (Tisg): sul tavolo del Consiglio di Amministrazione sono arrivate cinque offerte vincolanti, tutte strutturate come cessione di asset. Nello stesso giorno Sanlorenzo è uscita allo scoperto, comunicando che la sua controllata Polo Nautico Carrara ha messo sul piatto un’offerta limitata al solo cantiere di La Spezia, un perimetro molto più stretto di quello prospettato a luglio.
Il dato più rilevante che emerge dalla nota di Tisg è la forma delle proposte. Tutte e cinque sono asset deal: nessun offerente ha scelto di entrare nel capitale della società quotata su Euronext Milan. Solo due offerte riguardano il complesso aziendale nella sua interezza; le altre tre puntano su singoli rami o asset.
Le offerte sono ora all’esame del Consiglio di Amministrazione, assistito dai joint financial advisor Meti Corporate Finance e Kpmg Advisory. Il calendario è stretto: la scelta dell’offerta va fatta in tempo per il deposito del piano di risanamento in Tribunale, atteso entro la fine di ottobre. La società annuncerà al mercato l’offerta selezionata, ma per ora mantiene riservati nomi degli offerenti e contenuti delle proposte.
Sanlorenzo, unico offerente a rendere pubblica la propria mossa, ha presentato l’offerta tramite Polo Nautico Carrara (Pnc). La società è partecipata al 50% da Sanlorenzo e al 50% da Polo Nautico Viareggio, a sua volta controllata dal gruppo di Ameglia: il controllo resta quindi in capo a Sanlorenzo.
L’offerta riguarda soltanto il ramo d’azienda “Cantiere di La Spezia”. È un passo indietro rispetto alla manifestazione d’interesse annunciata il 27 luglio. Sanlorenzo lo motiva con le informazioni e la documentazione disponibili e con i tempi stretti della procedura, e parla di una struttura azionaria più snella rispetto a quella comunicata in precedenza. Il gruppo sostiene che l’impostazione tutela comunque la supply chain e l’occupazione del sito.
Il perfezionamento resta subordinato all’esito del processo competitivo e alle condizioni fissate nell’offerta, che non sono state rese note. Sanlorenzo, con 960,4 milioni di euro di ricavi netti da nuovi yacht, 180,6 milioni di Ebitda e oltre 1.650 dipendenti nel 2025, ha già quattro cantieri nel raggio di 50 chilometri, tra cui uno proprio a La Spezia.
La gara nasce da una crisi rapidissima. Il 16 marzo Tisg ha avviato la composizione negoziata; il 21 maggio il CdA ha preso atto di perdite che portavano il capitale sotto il minimo legale. Il 1° luglio la società ha chiesto al Tribunale di Firenze l’accesso a una procedura di regolazione della crisi ex art. 44 del Codice della crisi, il cosiddetto concordato in bianco.
Al 31 luglio l’indebitamento finanziario era di circa 179,6 milioni di euro, di cui 148,9 milioni verso le banche e 48,7 milioni già scaduti. Il gruppo dà lavoro a circa 500 dipendenti diretti a Marina di Carrara.
Il processo competitivo, lanciato il 9 agosto, ammetteva due strade: la cessione di asset oppure uno share deal con aumento di capitale per ricapitalizzare la società. A settembre erano arrivate 11 offerte non vincolanti di entrambi i tipi. Al traguardo vincolante, l’opzione sul capitale è sparita.
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